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C’era una volta…una giraffa sotto la Torre di Pisa!

Nell’Ottocento un animale dal collo particolarmente lungo si aggirava nei dintorni di Piazza dei Miracoli. Scopri tutta la storia nel nuovo articolo!

Cosa ci fanno una giraffa, una mucca e un vitello a Pisa? 

No, non è l’inizio di una barzelletta, ma piuttosto l’incipit di una storia tanto vera quanto particolare. 

Ma facciamo prima un passo indietro e torniamo nella Pisa di metà Ottocento, tra carrozze trainate da cavalli e abiti romantici.

Immaginiamoci di passeggiare proprio nei dintorni di Piazza dei Miracoli quando, alzando lo sguardo verso il cielo, tra i tetti delle case e i monumenti scorgiamo i lineamenti di un animale esotico, all’epoca non poi così conosciuto.

Si tratta proprio di una giraffa che pascola tranquillamente nell’Orto Botanico universitario più antico del mondo

La giraffa di Pisa: mistero risolto!

Il mistero della giraffa a Pisa finalmente trova una spiegazione: nell’articolo pubblicato sul “Journal of Zoological and Botanical Gardens” due ricercatori dell’Ateneo Pisano, Gianni Bedini e Simone Farina, hanno ricostruito per filo e per segno le vicenda di questa storia così particolare. 

Il primo indizio della presenza in città  della giraffa arriva dal “Pise. Vue prise au dessus du Campo Santo”, il disegno realizzato dal litografo Alfred Guesdon nel 1849.

In pratica si tratta di una mappa aerea di tutta la zona circostante Piazza dei Miracoli in cui, all’interno di un recinto circolare dell’Orto Botanico, si vede chiaramente spuntare la giraffa in questione, accompagnata da una mucca e da un vitello. 

Secondo quanto ricavato dalle lettere di Paolo Savi, l’allora direttore del Museo di Storia Naturale di Pisa, la giraffa arrivò a Pisa da Alessandria d’Egitto nel 1847 per volontà del Granduca di Toscana Leopoldo II. L’animale fu poi affidato alle cure del Museo di Storia Naturale, che decise di collocarlo proprio nel recinto circolare che abbiamo appena menzionato, all’interno dell’Orto Botanico e al centro della città. 

Oltre alle testimonianze del direttore del Museo e del disegno di Guesdon non ci sono però riferimenti alla giraffa nei resoconti dei visitatori.

Un fatto piuttosto strano a cui i ricercatori non hanno ancora trovato una spiegazione plausibile, dato che la presenza di un animale così particolare e soprattutto quasi “soprannaturale” per l’epoca avrebbe sicuramente attirato l’attenzione dei turisti e dei viaggiatori. 

Inoltre, non si hanno indicazioni su dove venisse tenuta la giraffa durante la notte o durante la stagione invernale se non relativamente al periodo in cui fu trasferita a San Rossore (nel 1851), quando il Granduca fece costruire una stalla orientata a Sud in modo da ridurre i disagi durante l’inverno. 

Proprio qui l’animale morì a Dicembre di due anni dopo, nel 1853. La pelle e lo scheletro furono inviati alla Museo di Storia Naturale di Firenze mentre le viscere al Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa, così che potessero essere studiati ed utilizzati per scopi scientifici.  

Ancora oggi infatti, il cuore della giraffa è in mostra nel Museo di Storia Naturale dell’Ateneo Pisano, a dimostrazione della presenza di questo animale nella città marinara. 

E tu, conoscevi questa storia bizzarra?

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Luca Nardi e Marco Donati

Published inVivere a Pisa

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